Ai tempi dell'antica Grecia, Plato si trovava ad esser indignato dalle ideologie e insegnamento dei Sofisti, che egli riteneva imbroglioni e manipolatori. Aristotele ha poi contribuito a riconcigliare la posizione del suo maestro, Plato, e dei Sofisti proponendo quella che è considerata la prima opera dettagliata sulla persuasione ed influenza. L'arte della retorica.
Da allora molti ricercatori, accademici, studiosi e altri uomini d'intelletto hanno contribuito a comprendere meglio il comportamento umano per quanto concerne le sue attività decisionali. E'altresì evidente che, tenendo convenientemente conto che abbiamo necessità della collaborazione di altri per esaudire ogni nostro bisogno e/o desiderio, comunichiamo e ci relazioniamo con altre persone per influenzare e persuadere.
Gli interessati possono trovare materiale esaustivo in libri come Influence: Science and Practice (R. Cialdini), The Science of Influence (K. Hogan), Unleashing the IdeaVirus (S. Godin), Maximum Influence (K. Mortensen), Hierarchy of Contagiousness (D. Zarrella) ed altri ancora.
Perché influenzare?
Bisogna fare una premessa. Comunicare è influenzare e, in qualità di esseri umani, non possiamo non comunicare. Comunicare non significa parlare, infatti la maggior parte dei nostri messaggi è inviata ad altri in termini paraverbali o tramite il linguaggio del corpo, non verbale. Online però, non è esattamente la stessa cosa seppur l'importanza di un profilo completo e un design curato ha molta importanza.
Gli scopi dell'influenza e della persuasione sono molteplici. Le aziende cercano di influenzare il nostro pensiero per far sì che acquistiamo i loro prodotti e servizi, i politici per il voto, altri per far sì che facciamo qualcosa per loro o sosteniamo le loro idee. Viceversa, individualmente (sia personalmente che professionalmente) cerchiamo di influenzare le situazioni e l'attività decisionale di altri per qualsiasi nostro bisogno e/o desiderio.
Come il sorriso, le idee e contenuti possono avere un effetto contagioso
Fondamentalmente, si tratta di saper gestire gli stati emozionali della propria audience di riferimento e far leva sulle percezioni della stessa. Non è importante essere credibili (come scriveva Aristotele) bensì essere percepiti come tali dal proprio pubblico e, di conseguenza essere ritenuti autorevoli e meritare dunque la fiducia. E' bene sottolineare che l'abuso di eventuali tecniche della persuasione per scopi a corto termine è controproducente se relazionato alla volontà di instaurare delle proficue relazioni a lungo andare.
L'esperto in Social Media Dan Zarrella, propone la formula basata su ricerche e statistiche matematiche [Reach>Exposure>Attention>Motivation>Shares]. Egli afferma infatti che, per quanto concerne i social networks, è importante raggiungere il maggior numero di persone per massimizzare la penetrazione del proprio messaggio e ottimizzare le probabilità di riuscita negli intenti. Ovviamente dimostrando autorevolezza e creando/distribuendo contenuti a valore aggiunto che siano rilevanti per il proprio pubblico e riescano a conquistare l'attenzione selettiva dello stesso.
La diffusione di idee, storie e contenuti è ovviamente la leva principale del Marketing Moderno ma la conoscenza fine a sé stessa non è potere. Qualsivoglia forma propagandistica e mediatica non ha la stessa influenza se non sussiste un determinato tipo di censura. O meglio, se tutti noi avessimo le medesime informazioni a disposizione, le stesse non otterrebbero il medesimo l'effetto persuasivo, pervasivo ed intenso {versus le novità ed il valore di preziose informazioni che nessun altro possiede}.
In tutti i casi, la credibilità/autorità della fonte del messaggio, la sostanza del messaggio stesso e lo stato emozionale della propria audience di riferimento non possono essere sottovalutati.
Il video seguente è del 2010 ma sicuramente tutt'ora valido per tutti gli interessati alla sfera social-digitale:
Image credit: Dan Zarrella's Hierarchy of Contagiousness
Video: O'Reilly Webcast - The Science of Social Media Marketing via O'Reilly Media, Youtube
